Al S. Babila con “La principessa della czarda”

Ieri abbiamo potuto finalmente partecipare, dopo due anni dalla prenotazione, alla rappresentazione nel teatro San Babila dell’operetta “La principessa della czarda”, messa in scena dalla “Compagnia delle operette Elena D’Angelo”, già conosciuta ed apprezzata in passato.

L’operetta è per antonomasia una forma di teatro “leggero”, senza pretese intellettualistiche ; essa vuole solo offrire due ore di sano divertimento e spensieratezza, ma nel caso della compagnia Elena D’Angelo questo non vuol dire che lo spettacolo non abbia una sua dignità, anzi… la cura della recitazione e del canto, dei costumi, delle scene e la presenza di un’orchestra di giovani che suona dal vivo rende molto piacevole tutto l’insieme.

La trama dell’operetta è semplice e richiama l’intreccio di altri spettacoli dello stesso genere. L’ambientazione ci porta nella Budapest di fine ottocento, dove ha grande successo Silva, una cantante; di lei si invaghisce il principe Edvino che le promette di sposarla entro due mesi, ma poi, dietro le pressioni dei genitori, si fidanza con una contessina sua cugina.

Alla scadenza della promessa, Silva si presenta allo “spergiuro” e dopo una serie di malintesi e colpi di scena (tra l’altro si viene a sapere che anche la madre di Edvino, in gioventù, era stata una canzonettista) tutto confluisce nell’immancabile lieto fine.

Gli interpreti, attori di grande esperienza e ottimi cantanti, sanno rendere divertente il tutto con semplici gag. Dal canto loro gli orchestrali, giovanissimi , eseguono le musiche, piene di brio e di ritmo con grande bravura.

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