Mons. Pirovano per Cesare

La mattina di sabato 29 gennaio scorso è morto improvvisamente nella sua abitazione Cesare Cavenaghi. La numerosa partecipazione ai funerali, che si sono svolti nel pomeriggio del 31 gennaio scorso nella Chiesa di S. Eufemia, è stata il segno e la manifestazione della stima per Cesare e della gratitudine a lui per tutto quanto egli ha fatto.
Desidero esprimere, a nome della Comunità Pastorale S. Eufemia, della Parrocchia S. Maria Nascente, dei sacerdoti, del Consiglio Pastorale, dei collaboratori e mio personale, la profonda gratitudine per quello che Cesare ha rappresentato, con il molto lavoro e il tanto bene fatto. Gli siamo infinitamente riconoscenti per la sua attiva e generosa partecipazione in tanti ambiti; quando c’era qualcosa da fare, non c’era bisogno neppure di chiederglielo, perché lo intuiva e dava la sua disponibilità immediata.
Da due anni la salute lo aveva un po’ messo alla prova; ma egli aveva fatto di tutto per non mancare ai suoi numerosi impegni.
Anche se ai nostri occhi la vita di Cesare può sembrare incompiuta, perché tanto aveva ancora da dare e tanto egli desiderava fare, in realtà non è rimasta incompiuta. Anche se la morte è venuta a segnare un distacco, la vita di Cesare è giunta al suo compimento là dove “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21,4). Il compimento è nel mistero dell’amore e del dono di Dio, che ha bussato alla porta di Cesare; e Cesare lo ha accolto con gioia, per averlo atteso. È l’attesa che c’è nel cuore di ogni persona che si interroga sul senso della propria vita, che tende a qualcosa di grande, che non si accontenta, ma cerca qualcosa di più alto, tende a ideali che diano senso e sostanza alla vita. È un’attesa vissuta nell’ascolto e nella preghiera. È un’attesa che esprime la fede, la fede che vive di preghiera, quella preghiera che non è mai mancata nella vita di Cesare, partecipe ogni giorno alla celebrazione della S. Messa e ai diversi momenti della vita liturgica parrocchiale, anche con il canto, con la proclamazione della Parola di Dio, con il servizio liturgico, nelle celebrazioni funebri, con la partecipazione alla commissione liturgica, dove portava sempre un contributo di saggezza e concretezza.
La preghiera è espressione di un amore che si fa testimonianza e che trova la sua manifestazione nella generosità dell’accoglienza e dei tanti servizi a favore degli altri: la Parrocchia, l’Università della Terza Età, il Masigott, di cui era Vice Presidente, il Consiglio Comunale, il Sindacato della CISL, l’AVIS, il teatro e diverse altre realtà della Città, alle quali Cesare si è dedicato. La sua vita è stata una vita piena, nel vero senso della parola. Piena di opere, ma, prima ancora, piena di Dio; piena di opere, perché piena di Dio. Ha vissuto la vita cristiana come espressione di una testimonianza di fede e di amore che coinvolge totalmente.
Ecco perché Cesare lo ricordiamo come uomo buono, generoso, premuroso, altruista, che ha aiutato tutti, senza fare distinzioni.
Ho pensato ad un’immagine che potesse riassumere la persona e la vita di Cesare. Mi è venuta alla mente l’immagine del pennello di un pittore. Il pennello viene intinto in colori diversi; il pennello spazia in ogni angolo del quadro; viene usato con tecniche diverse. E alla fine appare l’opera compiuta. Cesare è stato questo pennello, l’unico pennello usato per quel quadro, e usato con tecniche e colori diversi. Il quadro è quello della sua vita. E il pittore è stato Dio.
Noi vogliamo, come segno di riconoscenza, accompagnare Cesare, con la preghiera e il ricordo, all’incontro con Dio, che egli ha generosamente servito.
Alla moglie, ai figli, ai fratelli e alle sorelle e ai familiari tutti desideriamo esprimere tutta la nostra partecipazione al loro dolore, che è un po’ anche il nostro.
Non lasciamo cadere il testimone che Cesare ci lascia. Perché non chiederci: che cosa posso fare io per la comunità, come Cesare ha fatto?

Mons. Angelo Pirovano

2 risposte a “Mons. Pirovano per Cesare”

  1. Non c’è nulla da aggiungere, Cesare era una spalla su cui appoggiarsi quando ne avevi bisogno. Non ti faceva mai sentire a disagio. Ho ricevuto da Lui, parole di conforto quando mia mamma mi lasciò, non potrò mai dimenticarlo!!!

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