Ci impegniamo …. (testo di don Ivano)

NELLA SETTIMANA DEI CENTRI CULTURALI CATTOLICI

CI IMPEGNIAMO NOI …

CONVERSAZIONE CON DON PRIMO MAZZOLARI

RISVEGLIARE L’UMANO

“Risvegliare l’umano” è un bel modo di segnalare che qualcosa oggi appare quanto meno assopito, se non addirittura spento. Ciò che noi consideriamo “umano” è propriamente quello “spirito” che accomuna tutti gli uomini, come atteggiamento dell’animo, come mentalità, come carica o passione interiore, che segnala una coscienza e attiva una responsabilità.  Vi è in effetti un certo deficit di coscienza, se proliferano le leggi; vi è scarsa responsabilità, se ciascuno si defila dal proprio impegno e soprattutto dall’assunzione del proprio ruolo in quel genere di servizio che dobbiamo considerare non solo come un lavoro, ma come una sorta di missione. Se si risveglia, ciò significa che ad ogni tornante della storia va ripetuta questa azione, sempre necessaria, quando si assiste ad una calo di tensione positiva che fa presagire una specie di collasso.

Fare questa operazione significa riaccendere nella mente e nei cuori, nell’intelligenza e nella volontà, la passione per l’uomo, per ciò che è veramente umano, tenuto conto che è intervenuta una distorsione, quando si fa prevalere ciò che è puramente sensibile, sensoriale, sensitivo, e che è insufficiente (ma non per questo da trascurare) a rendere davvero più umano il vivere

Questa operazione, o questa missione, compete prima di tutto a quella cultura umanistica, che risulta basilare nel patrimonio culturale del nostro mondo “mediterraneo” (non solo europeo) e che va essa stessa risvegliata perché ancora produca i suoi frutti.

Per definizione, sono produttori di questa cultura umanistica i “poeti”. Il vocabolo greco, “poihsis” (=poiesis) cioè “poesia”, deriva dal verbo “poiew”(=poieo), che significa “fare a partire dal cuore”, dall’interiorità, dallo spirito umano; perciò i veri “produttori” di cultura umanistica sono loro, non solo perché essi scrivono in versi, ma perché nel loro scrivere, anche sotto il profilo contenutistico, sono come dei profeti, cioè capaci di parlare a nome di altri, a nome di tutti e in favore di tutti.

Una vera cultura è possibile proprio con questa interazione fra scrittori e lettori, tra produttori e fruitori di una parola, che è un vero processo comunicativo, mediante il quale lo spirito umano si definisce, si risveglia, si arricchisce, si produce in continuazione …

Ogni poeta, ogni profeta, ogni scrittore secondo lo spirito, contribuisce a quel percorso e cammino, che è indispensabile perché l’uomo cresca nella sua personalità, nella sua globalità, nella sua apertura a tutti e al mondo. Dovremmo lì cercare quell’umano, che poi dobbiamo risvegliare in noi.

DON PRIMO MAZZOLARI

Prendiamo l’avvio, in questo genere di ricerca, da uno scrittore, che non è annoverato fra quelli delle antologie di letteratura, perché nessuno ha mai cercato di riconoscere nei suoi testi anche una forma espressiva molto originale, che lo fa essere uno scrittore di vaglia. Non era questa comunque la sua prima attività; e neppure si era prefisso di raggiungere un simile obiettivo, anche se lo scrivere e il pubblicare libri lo qualificano come un autore, di notevole spessore e di rara efficacia, poi letto, seguito, riconosciuto per questa sua passione, che diventa anche una sua missione.

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