Istruzioni per l’uso.

Alcuni soci che hanno chiesto di aderire alla videoconferenza (che viene chiamata webinar) hanno espresso la necessità di avere istruzioni su come collegarsi alla videoconferenza stessa.

Niente paura! E’ tutto molto semplice.

Se non avete mai usato ZOOM, quando cliccherete sul link di collegamento, il sistema potrebbe chiedervi di installare l’app. di ZOOM. Basta solo cliccare su “installa” e tutto procederà in automatico, poi al momento di collegarsi dovrete solo cliccare su “Partecipa alla riunione” (o Join meeting – in inglese). Poi attendete il permesso di accedere alla videoconferenza.

Se avete già usato ZOOM, lo sapete già: basta cliccare sul link e attendere che l’ospitante vi consenta di accedere alla riunione.

In questi casi, se ci si trova in impaccio, è lodevole farsi coraggio e chiedere aiuto a figli, nipoti o vicini di casa.

La situazione che stiamo vivendo ci chiede di imparare cose nuove; noi dobbiamo accettare la sfida e ci sentiremo meno “fuori dal mondo”

Ci siamo anche noi!

Sul sito del “Servizio Coordinamento dei Centri Culturali Cattolici” è già stato pubblicato il calendario degli eventi programmati dai vari gruppi che partecipano all’iniziativa straordinaria indetta dalla Diocesi di Milano. E ci siamo anche noi!!!!

E’ un’occasione per sentirsi più forti del coronavirus che ci vuole tenere isolati e distanti. e per far sapere al mondo che esistiamo e resistiamo.

Ecco la presentazione della “Settimana”

Insieme … per riprendere il discorso.

Carissime socie/ Carissimi soci,

come ben sapete le nuove restrizioni hanno vanificato i  nostri tentativi di riprendere le lezioni in presenza, ma questo ci ha stimolato a cercare nuove modalità di incontro.

Don Ivano si è reso disponibile per tenere una lezione in videoconferenza che si inserirà nella “Settimana dei Circoli Culturali Cattolici” indetta dalla Diocesi di Milano sul tema “INSIEME PER RISVEGLIARE L’UMANO”: Ci impegniamo ….conversazione intorno a Don Primo Mazzolari

La lezione verrà effettuata alle ore 15 e alle ore 21 di mercoledì 25 Novembre e sarà organizzata in collaborazione col gruppo culturale “G. Lazzati” della parrocchia di Arcellasco.

Sarà un’occasione per ritrovarci, anche se a distanza,  per conoscere uno dei grandi protagonisti del secolo scorso e per riprendere il filo di un discorso interrotto da troppo tempo…

Chi intende partecipare deve inviare una mail a: info@ute-erba.it  o telefonare al numero: 339 7435943; in prossimità dell’evento riceverà un link che consentirà di partecipare alla videoconferenza.

In attesa  delle vostre adesioni vi inviamo i nostri più cordiali saluti.

Il Consiglio Direttivo.

Noi ci impegniamo….

Grazie alla disponibilità del nostro stimatissimo docente, don Ivano Colombo, l’UTE potrà partecipare alla “Settimana dei Centri Culturali Cattolici” indetta dalla diocesi di Milano.

Si tratta di realizzare, da parte dei centri culturali sparsi sul territorio, una serie di eventi (rigorosamente on line, data la situazione di pandemia) nella settimana dal 23 al 28 novembre sul tema: “INSIEME PER RISVEGLIARE L’UMANO”

La nostra conferenza si svolgerà il 25 novembre sia nel pomeriggio, alle 15, sia di sera, alle 21 e avrà come titolo: “CI IMPEGNIAMO … conversazione intorno a don Primo Mazzolari” e prenderà spunto da questa poesia:

Noi ci impegniamo… (don P. Mazzolari)

Ci impegniamo noi, e non gli altri;
unicamente noi, e non gli altri;
né chi sta in alto, né chi sta in basso;
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo,
senza pretendere che gli altri si impegnino,
con noi o per conto loro,
con noi o in altro modo.
Ci impegniamo
senza giudicare chi non s’impegna,
senza accusare chi non s’impegna,
senza condannare chi non s’impegna,
senza cercare perché non s’impegna.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi mutiamo,
si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
La primavera incomincia con il primo fiore,
la notte con la prima stella,
il fiume con la prima goccia d’acqua
l’amore col primo pegno.
Ci impegniamo
perché noi crediamo nell’amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta
a impegnarci perpetuamente.

Avremo modo di riparlare di questa iniziativa a cui sono invitati tutti i soci UTE: riceveranno a suo tempo un link per collegarsi in videoconferenza e la platea sarà allargata a tutti i centri culturali della diocesi. La stampa cattolica, in particolare “Avvenire” ha già pubblicato un articolo su questa iniziativa che vuole dare un segno di speranza in questi tempi bui.

La dolce mamma con il suo tenero bimbo: Le Madonne di Raffaello. (Don Ivano)

MADONNA DI FOLIGNO (1511-1512 – Pinacoteca Vaticana)

PER LA MADONNA DEL PARCO 2020

INTRODUZIONE

La nostra immagine di Maria, quella che abbiamo cara perché ci è stata lasciata in consegna da chi ci ha preceduto qui, ci rivela una bella fisionomia di donna, che vuol mostrare e mettere in mano a noi il suo capolavoro. È una giovane mamma che non tiene per sé il suo bimbo, ma lo vuol proporre all’abbraccio nostro, cosicché, prendendolo nella sua tenerezza, abbiamo in mano anche noi colui che il Padre ha mandato come immagine del suo amore e che la Madre ci affida come frutto del suo grembo. Spesso Maria è ritratta nella sua fisionomia femminile piena di grazia, e quindi di una affascinante bellezza, ma anche di quella riservatezza che la fa essere tutta rivolta a Dio: noi abbiamo così l’Immacolata, quando dobbiamo considerare che, ricolma della grazia divina, in lei non appare ombra di peccato; ma abbiamo anche la Donna gloriosa, che salendo a Dio e lasciandosi assorbire dal mondo celeste, risulta sempre più nella luce dell’empireo. Poi si aggiungono altre immagini che colgono un aspetto della sua presenza e della sua azione in favore del popolo cristiano. Fra tutte sono più frequenti le immagini che la mostrano con Gesù an-cora Bambino, fornendo così ciò che maggiormente la qualifica e cioè la sua maternità, quella che noi riconosciamo in modo particolare quando il bambino ha bisogno dell’assistenza della mamma; essa, in genere, tiene in braccio o tiene per mano il suo piccolo, o lo sorveglia con lo sguardo attento e premuroso. Come ogni donna che vive la maternità, anche lei rimane per sempre la madre di Cristo e, per la nostra conformazione a Lui, è pure madre nostra. E così la si può vedere anche in altri momenti della vita di Gesù, come la vediamo spesso affacciarsi a questo mondo, che ella visita spesso con le sue apparizioni. Ma come in queste noi possiamo riconoscerla nel suo privilegiare i piccoli, che sceglie come i suoi interlocutori, non unici, ma certamente più frequenti, così noi la immaginiamo “mamma di Gesù”, soprattutto quando ce l’ha vicino a sé nei momenti della sua infanzia, anche senza pensarla nei giorni iniziali della sua esistenza terrena dentro il rifugio di fortuna trovato a Betlemme. Con questa sua fisionomia al popolo cristiano piace vederla, perché proprio così la sente come sua madre. Probabilmente per questo motivo i grandi artisti hanno frequentemente “dipinto” in tal modo la Madonna, certamente perché così la richiedevano i committenti, ma anche perché così piaceva a loro vederla e farla vedere, allo scopo di suscitare nei fedeli che la ammirano i sentimenti dei figli devoti che a lei ricorrono con la preghiera e l’affetto. Così la vediamo anche noi e così noi pure la vogliamo riconoscere presente nel nostro piccolo mondo.

LE MADONNE COL BAMBINO DI RAFFAELLO SANZIO

Ricorrendo il V centenario della morte di RAFFAELLO (6 aprile 1520), è bello ripercorrere il lavoro svolto da questo giovane artista, che nella sua breve carriera ha lasciato molte opere, affascinando tutti con le sue immagini. Naturalmente non mancano le opere a soggetto religioso, tenuto conto dell’ambiente che lui ha frequentato, quando è stata scoperta la sua arte. Soprattutto lascia meravigliati che egli abbia coltivato in modo particolare il soggetto della Madonna col Bambino, di cui si conoscono ben 45 esemplari, ciascuno diverso dall’altro. È un tema che certamente ha privilegiato in presenza di una richiesta da parte dei committenti; ma non è improbabile che lui pure sia affascinato dal soggetto, che lo porta a comporre figure mirabili, delicate, raffinate, davanti alle quali non solo si rimane incantati per la bellezza estetica, ma si può anche risvegliare quel sentimento religioso che porta a meditare e a pregare. Qui, più che uno studio artistico, è da privilegiare una lettura spirituale, che invogli ad animare la devozione verso la Madonna, icona della maternità divina ed umana. Chi si mette davanti a queste immagini di Raffaello – come ad altre del medesimo soggetto, come alla nostra immagine di Maria, che abbiamo familiare, vedendola così nel nostro presentarci a lei – deve sentir sorgere nell’animo il desiderio di elevarsi a lei, per riscoprire la sua maternità, per avvertirla e coltivarla, per mettersi in comunicazione filiale. Con questo percorso davanti ad alcune immagini del grande pittore urbinate possiamo essere facilitati nel nostro elevare il pensiero, l’affetto e, soprattutto, la preghiera a colei che sentiamo sempre come la nostra Madre, e la vediamo offrirci il Figlio. Proviamo allora a metterci davanti alla figura, bella e dolce, di Maria, che ci indica Gesù, ancora piccolo, a volte in braccio e a volte già sulle sue gambe per i primi passi. Pensiamo nel contempo alla nostra immagine di Maria, che ci vuol mettere tra le mani il suo e nostro Gesù. Cerchiamo di considerarla meglio, soffermandoci con più attenzione anche ai dettagli, da cui possiamo trarre le riflessioni e le preghiere che dicono il nostro attaccamento a lei. Potranno aiutarci in questo lavoro le ancor più belle immagini che ci ha lasciato RAFFAELLO: ognuna di esse ci può far trasparire un aspetto della divina maternità di Maria che noi vogliamo esaltare e richiamare come l’essenziale nella sua persona, nella sua vita, nella sua missione presso di noi, suoi figli.

NOTE INTRODUTTIVE SU RAFFAELLO

È opportuno premettere qualche breve nota biografica con particolare riferimento al suo lavoro circa i dipinti che hanno come soggetto la Vergine con il suo Bambino.

RAFFAELLO è nato ad Urbino il 6 aprile 1483 e si è formato alla scuola del padre, Giovanni Santi, lasciando nella casa paterna il suo primo lavoro che già rivela la genialità dell’artista. Dopo la morte del padre, diventa allievo di Perugino e lo si trova nelle città umbre, tra cui Città di Castello e Perugia, nelle quali dissemina le opere che già lo rendono famoso. Con questa fama approda a Firenze ed entra nel cenacolo di artisti, al tempo della repubblica, dopo la cacciata dei Medici e l’esperienza del Savonarola. Pure in questo periodo egli si rivela come ritrattista ed è cercato da varie famiglie, anche e soprattutto per soggetti religiosi che vedono primeggiare la Vergine con il Bambino. La fama, che lo rende ricercato un po’ ovunque, raggiunge anche Roma, dove papa Giulio II è alla ricerca di nomi famosi per l’abbellimento dei suoi palazzi e per i tanti progetti che lui ha nel rinnovare la città eterna. Qui vi rimane e lavora per le Stanze di Giulio II e per gli arazzi della Cappella Sistina, commissionati da Leone X, come pure per tante altre opere locali, anche nell’ambito dell’architettura.

Morì il 6 aprile 1520: era il venerdì santo. Aveva 37 anni. Secondo Vasari la morte sopraggiunse dopo quindici giorni di malattia, iniziatasi con una febbre “continua e acuta”, causata secondo il biografo da “eccessi amorosi”, e inutilmente curata con ripetuti salassi Nella camera ove egli morì era stata appesa, alcuni giorni prima della morte, la Trasfigurazione, la sua ultima opera, e la visione di quel capolavoro generò ancora più sconforto per la sua perdita. Scrisse Vasari a tal proposito: «La quale opera, nel vedere il corpo morto e quella viva, faceva scoppiare l’anima di dolore a ognuno che quivi guardava». La sua scomparsa fu salutata dal commosso cordoglio dell’intera corte pontificia. Il suo corpo fu sepolto nel Pantheon, come egli stesso aveva richiesto. 

Questi angioletti, un po’ birichini nella loro posa, compaiono nella celebre “Madonna Sistina”, e sembrano accennare con il loro sguardo al cielo, con particolare riferimento alla santa che viene raffigurata sopra, e cioè S. Barbara, considerata colei che introduce alla morte e invocata nelle ore estreme della vita. Possono diventare qui il richiamo al fatto che l’arte di Raffaello, davvero “divina”, eleva lo spirito alla ricerca di  colui che tutti chiama a sé.

Leggi tutto “La dolce mamma con il suo tenero bimbo: Le Madonne di Raffaello. (Don Ivano)”

Sospensione delle lezioni.

Cari soci e amici dell’UTE,

il desiderio di tutti noi del Consiglio di ripartire con alcune lezioni, con il piacere grande di riincontrarci, ha coinciso con i divieti dell’ultimo decreto DPCM e le difficoltà del momento COVID19: l’UTE nei prossimi due mesi resterà chiusa. 

Vi ringraziamo per il supporto ai nostri intenti, con l’auspicio di poter iniziare il prossimo 2021 con un programma, ricco e piacevole come sempre, in momenti più sereni.
Un abbraccio virtuale a tutti-
Mariuccia e tutto il Consiglio.

Lezioni del mese di Novembre.

Le lezioni si terranno in sala “F. ISACCHI”, piazza Prina 1.

L’accesso è consentito a 40 soci, dopo il controllo del Triage, da compilare a casa, e il controllo della temperatura.

E’ necessario indicare, quanto prima, il giorno di preferenza: Martedì o Venerdì, e, per chi può, dare la disponibilità a cambiare il giorno, qualora si raggiungesse il numero massimo.

NOVEMBRE  2020

Martedì   3Ore 15:00 – INFORMAZIONE SCIENTIFICA: LE NANOMEDICINE- docente: dott. Umberto FILIPPI

  Ore 16:00 – MEDICINA: IL COVID-19 – docente: dott. Alberto RIGAMONTI

Venerdì   6Ore 15:00 – MEDICINA: IL COVID-19 – docente: dott. Alberto RIGAMONTI

        Ore 16:00 –  INFORMAZIONE SCIENTIFICA: LE NANOMEDICINE – docente: dott. Umberto FILIPPI

Martedì   10  Ore 15:00 – LA MANO I SUOI PROBLEMI – docente: dott. Alberto LISSONI

                          Ore 16:00 – LETTERATURA ITALIANA: LA POESIA DI GIUSEPPE UNGARETTI – docente: prof. Emilio GALLI

Venerdì   13  Ore 15:00 – LA MANO I SUOI PROBLEMI – docente: dott. Alberto LISSONI

                           Ore 16:00 – LETTERATURA ITALIANA: LA POESIA DI GIUSEPPE UNGARETTI

docente: prof. Emilio GALLI

Martedì   17: Ore 15 – 17 – IL POTERE TEMPORALE DELLA CHIESA :20 SETTEMBRE  1870:  LA CADUTA – docente: prof. Don Ivano COLOMBO

Venerdì   20: Ore 15 – 17 – IL POTERE TEMPORALE DELLA CHIESA: 20 SETTEMBRE  1870:  LA CADUTA – docente: prof. Don Ivano COLOMBO

Martedì   24: Ore 15 – 17 – ANNIVERSARI 2020: RAFFAELLO SEGRETO: DALLA GIOVENTU’ ALLA MORTE DELL’ARTISTA – docente: prof. Manuela BERETTA

Venerdì   27  Ore 15 – 17 – ANNIVERSARI 2020: RAFFAELLO SEGRETO: DALLA GIOVENTU’ ALLA MORTE DELL’ARTISTA -docente: prof. Manuela BERETTA

Calendario delle lezioni in programma

Elenco lezioni UTE mesi di novembre e dicembre

1° lezione

  • dott.Umberto Filippi 3 novembre 2020 h.15.00 “Le nanomedicine” Sala Isacchi – 40 max soci
  • dott.Alberto Rigamonti 3 novembre 2020 h.16.00 “Il Covid” – 40 max soci
  • dott.Alberto Rigamonti 6 novembre 2020 h.15.00 “Il Covid” Sala Isacchi – 40 max soci
  • dott. Umberto Filippi 6 novembre 2020 h.16.00 “Le nanomedicine” – 40 max soci

2° lezione

  • dott. Alberto Lissoni 10 novembre 2020 h.15.00 “la mano e i suoi problemi” – 40 max soci
  • Prof. Emilio Galli 10 novembre 2020 h.16.00 “lLe poesie di Giuseppe Ungaretti- 40 max
  • dott. Alberto Lissoni 13 novembre 2020 h.15.00 “la mano e i suoi problemi” – 40 max soci
  • Prof. Emilio Galli 13 novembre 2020 h.16.00 “Le poesie di Giuseppe Ungaretti- 40 max

3° lezione

  • Prof. Don Ivano Colombo 17 novembre 2020 h 15.00 – 17.00 “Il potere temporale della Chiesa: la caduta” 40 max soci
  • Prof. Don Ivano Colombo 20 novembre 2020 h 15.00 – 17.00 “Il potere temporale della Chiesa: la caduta” 40 max soci

4° lezione

  • Prof. Manuela Beretta 24 novembre 2020 h 15-00 – 17.00 “Raffaello segreto: dalla gioventù alla morte” -40 max soci
  • Prof. Manuela Beretta 27 novembre 2020 h 15-00 – 17.00 “Raffaello segreto: dalla gioventù alla morte” -40 max soci

5° lezione

  • Prof. Don Ivano Colombo 1 dicembre 2020 h 15.00 – 17.00: “Il potere temporale della Chiesa: la rinascita” – 40 max soci
  • Prof. Don Ivano Colombo 4 dicembre 2020 h 15.00 – 17.00: “Il potere temporale della Chiesa: la rinascita” – 40 max soci

6° lezione

  • Prof. Davide Sassi 11 dicembre 2020 h 15,00 : “La geologia del territorio lariano” – 40 max soci
  • Prof. Marco Creuso 11 dicembre 2020 h 16,00 : “ Segantini ed il concorso” – 40 max soci
  • Prof. Davide Sassi 15 dicembre 2020 h 15,00 : “La geologia del territorio lariano” – 40 max soci
  • Prof. Marco Creuso 15 dicembre 2020 h 16,00 : “ Segantini ed il concorso” – 40 max soci

IMPORTANTE: i soci dovranno comunicare la scelta del giorno in cui vogliono partecipare alle lezioni, sapendo comunque che, dato il numero fisso di posti disponibili, sarà probabilmente necessario operare dei cambi, se le scelte sullo stesso giorno superassero i limiti imposti dalle norme di sicurezza.