Giovanni e Serenina: pseudoospiti di Casa Prina

Nel libro “La nostra storia” non manca il ricordo di una carissima amica dell’UTE, scomparsa da non molto tempo, che per molti anni ha guidato il gruppo teatrale dell’associazione, adattando testi teatrali, scrivendone altri, curando la regia di tutti gli spettacoli degli INOX. Sto parlando di Marinetta, conosciuta anche per la sua partecipazione a trasmissioni di radio locali.

Riporto qui una parte di un dialogo che Marinetta aveva scritto proprio pensando all’UTE.

Voce Fuori Campo: Serena è seduta tranquilla a un tavolino in giardino. E’ sommersa da fogli, foglietti, da ritagli di giornale e con tanto di Dizionario della lingua italiana. Ha l’aria di essere molto indaffarata. Entra Giovanni.

Giovanni: Te la chi la sciura Serenina. Buon giorno!

V.F.C.: Serena è assorta nelle sue cose e non si avvede dell’arrivo di Giovanni.

Giovanni: (Quasi preoccupato, ripete il saluto) Buon giorno, sciura Serenina!

Serenina: Oh! C’al ma scusa, sciur Giuan, s’eri via cul penser. L’ho nanca vist a rivaa!

Giovanni: Disturbi?! Se disturbi, vo’ altrove.

Serenina: Ma cosa al voor disturbà! Per carità! Prego, sciur Giuan, ch’el se comoda chi.

Giovanni: Come mai stamattina le inscé indaffarata con tuta che la mercanzia?

Serenina: Quale mercanzia?

Giovanni: Te lì!, Foi, fuiett, tocc de giurnal e … ciumbia il Dizionario della lingua italiana. Se l’è? Se ghe succedù? La vicinanza dell’Università della Terza età, la influì sol so carater? La s’è misa ha studià da vera?

Serenina: (Risentita e con sussiego) Prego! El me carater l’è restaa quel de semper. Me a scriv me piaas. Go mai fa leng i me poesei?

Giovanni: (Sorpreso) Oh, no! Mai lette e … mai saputo che Lei fosse poeta.

Serenina: Poeta! Poeta … adess esagerem minga! Son vuna che che piaas tirà fo’ quel che la ga dent. Tott lì! Mettere nero su bianco.

Giovanni: Tott lì! E ci dice poco?

Serenina: (Convinta e schietta) A me, me pias minga andà in gir a zabetà. Mi quant go temp, scrivi. Ch’el pensa, sciur Giuan, che i me nevudi quan voren fam un bel regal, me regalen un quadernon e mi … son felice ‘me ‘na Pasqua. In quindess dì al pienissi.

Giovanni: Ma … la ma scusa, sciura Serenina, la ga la machina de scriv in stanza?

Serenina: La machina de scriv? Macché macchina, io scrivo sempre e solo a mano!

Giovanni: E che bela scritura la ga, anca bellissima. A me no! L’è da quand che son chi denter che ciapi pio in man la pena. Mi a legg me piaas……

Se volete, continuate a leggere il dialogo sul nostro libro….

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