Da “La nostra storia”: Sì viaggiare….

VII.1 – Perchè viaggiare?

L’ uomo primitivo ha praticato per molti millenni il nomadismo per necessità e, partendo dall’Africa, ha popolato il resto del mondo. Bowlby, psichiatra inglese, ha affermato che il dondolio della culla riesce a calmare e a far addormentare i neonati perchè è rimasto, nella memoria della specie, il movimento prodotto dal camminare dei genitori che li portavano sulle spalle o sul dorso, durante gli spostamenti.

Sarà vero ?

Gli si potrebbe obiettare che il neonato forse ricorda il dondolio cui era soggetto nel periodo prenatale, quando era immerso nel liquido amniotico.

E’ tuttavia certo che è rimasto nella specie umana il desiderio di viaggiare anche ora che tale desiderio non è più indotto da motivi di sopravvivenza.

Si viaggia per lavoro, per motivi religiosi, per divertimento e per conoscere genti e luoghi diversi ed è questa ultima motivazione che viene tenuta presente nelle proposte di viaggio dell’UTE…..

Giovanni e Serenina: pseudoospiti di Casa Prina

Nel libro “La nostra storia” non manca il ricordo di una carissima amica dell’UTE, scomparsa da non molto tempo, che per molti anni ha guidato il gruppo teatrale dell’associazione, adattando testi teatrali, scrivendone altri, curando la regia di tutti gli spettacoli degli INOX. Sto parlando di Marinetta, conosciuta anche per la sua partecipazione a trasmissioni di radio locali.

Riporto qui una parte di un dialogo che Marinetta aveva scritto proprio pensando all’UTE.

Voce Fuori Campo: Serena è seduta tranquilla a un tavolino in giardino. E’ sommersa da fogli, foglietti, da ritagli di giornale e con tanto di Dizionario della lingua italiana. Ha l’aria di essere molto indaffarata. Entra Giovanni.

Giovanni: Te la chi la sciura Serenina. Buon giorno!

V.F.C.: Serena è assorta nelle sue cose e non si avvede dell’arrivo di Giovanni.

Giovanni: (Quasi preoccupato, ripete il saluto) Buon giorno, sciura Serenina!

Serenina: Oh! C’al ma scusa, sciur Giuan, s’eri via cul penser. L’ho nanca vist a rivaa!

Giovanni: Disturbi?! Se disturbi, vo’ altrove.

Serenina: Ma cosa al voor disturbà! Per carità! Prego, sciur Giuan, ch’el se comoda chi.

Giovanni: Come mai stamattina le inscé indaffarata con tuta che la mercanzia?

Serenina: Quale mercanzia?

Giovanni: Te lì!, Foi, fuiett, tocc de giurnal e … ciumbia il Dizionario della lingua italiana. Se l’è? Se ghe succedù? La vicinanza dell’Università della Terza età, la influì sol so carater? La s’è misa ha studià da vera?

Serenina: (Risentita e con sussiego) Prego! El me carater l’è restaa quel de semper. Me a scriv me piaas. Go mai fa leng i me poesei?

Giovanni: (Sorpreso) Oh, no! Mai lette e … mai saputo che Lei fosse poeta.

Serenina: Poeta! Poeta … adess esagerem minga! Son vuna che che piaas tirà fo’ quel che la ga dent. Tott lì! Mettere nero su bianco.

Giovanni: Tott lì! E ci dice poco?

Serenina: (Convinta e schietta) A me, me pias minga andà in gir a zabetà. Mi quant go temp, scrivi. Ch’el pensa, sciur Giuan, che i me nevudi quan voren fam un bel regal, me regalen un quadernon e mi … son felice ‘me ‘na Pasqua. In quindess dì al pienissi.

Giovanni: Ma … la ma scusa, sciura Serenina, la ga la machina de scriv in stanza?

Serenina: La machina de scriv? Macché macchina, io scrivo sempre e solo a mano!

Giovanni: E che bela scritura la ga, anca bellissima. A me no! L’è da quand che son chi denter che ciapi pio in man la pena. Mi a legg me piaas……

Se volete, continuate a leggere il dialogo sul nostro libro….

“La nostra storia”: un anno fa…

E’ facile comprendere perché da qualche giorno sto pubblicando stralci del libro “La nostra storia”: esso veniva stampato proprio un anno fa.

E’ il risultato di un lavoro di molti mesi di ricerca, catalogazione e selezione di documenti, foto, articoli di giornale che documentano 25 anni di storia della nostra Università della Terza Età di Erba.

E’ una storia di una piccola realtà, ma intrisa di amore per la gente, per la cultura, per la propria città; amore che ha messo in moto tutta una serie di sinergie, che hanno reso possibile la realizzazione di un sogno a lungo accarezzato.

Se quel sogno ha continuato a vivere, a crescere, a produrre frutti copiosi, lo si deve a tante persone che hanno creduto in questo progetto e si sono spese senza risparmio per realizzarn gli obiettivi.

Ora l’UTE, come tante altre associazioni, si trova di fronte a difficoltà del tutto nuove e impreviste, ma non si lascerà nulla di intentato perchè essa possa continuare a essere un punto di riferimento per i suoi tanti soci.

Nel frattempo, invito coloro, che ancora non lo hanno fatto, ad acquistare il nostro libro: sarà un modo per manifestarci la loro solidarietà.

All-focus

Da “La nostra storia” : in cerca di risposte…

I.5 – In cerca di risposte.

Era impellente la necessità di vedere cosa si stava facendo altrove. Erano già state costituite a Como e a Milano associazioni che gestivano delle Università della Terza Età e fu necessario frequentarle per conoscerne l’organizzazione e le proposte culturali.

Dai responsabili dell’UTE milanese giunsero incoraggiamenti, consigli e aiuti concreti per intraprendere l’iter burocratico e organizzativo necessario per dare vita a una nuova associazione.

Si poteva cominciare a coinvolgere le varie realtà erbesi che erano in grado di contribuire alla realizzazione del progetto e a questo punto si manifestarono opinioni molto diverse: accanto a chi lo riteneva cosa buona e giusta, c’era anche chi manifestava un profondo scetticismo: che riscontro poteva avere l’istituzione di un’ università in una cittadina come Erba, in cui è così difficile coinvolgere la gente in progetti e proposte nuove?

C’era poi un problema concretissimo: è vero, in Casa Prina c’era un grande salone che poteva ospitare le lezioni, ma, come già detto, era desolatamente vuoto, non c’era una sedia, né un tavolo, né un impianto di microfoni, nulla di nulla …. Ci si sentiva l’eco, come si suol dire…

Da “La nostra storia” – La farfalla.

La farfalla.

Un giorno, un contadino, riposandosi sotto un’ombra al termine di una giornata sfiancante, si accorse di un bozzolo di una farfalla. Il bozzolo era completamente chiusoad eccezione di un piccolo buchino sulla parte anteriore.

Incuriosito, il contadino osservò attraverso il piccolo buchino, riuscendo a intravvedere la piccola farfalla che si dimenava all’ interno con tutte le sue forze. Il contadino osservò a lungo gli sforzi eroici dell’elegante bestiolina, ma, per quanto la farfalla si sforzasse per uscire dal bozzolo, i progressi apparivano minimi. Così, il contadino, impietosito dall’impegno della piccola farfalla, tirò fuori un coltellino da lavoro e delicatamente allargò il buco del bozzolo, finchè la farfalla potè uscirne senza alcuno sforzo.

A questo punto accadde qualcosa di strano. La piccola farfalla, aiutata ad uscire dal bozzolo, non aveva sviluppato muscoli abbastanza forti per potersi librare in aria. Nonostante i ripetuti tentativi, la fragile farfalla rimase a terra e riuscì a trascinarsi solo a pochi centimetri dal bozzolo, incapace di fare ciò per cui la natura l’aveva fatta nascere. Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita: “Attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e degni di realizzare i nostri sogni”.

La nostra storia (II puntata) Come nasce un progetto

I.3 – Correva l’anno 1992.

Correva l’anno 1992, un anno denso di avvenimenti che hanno molto influito sulla storia del nostro paese:

  • scoppiava Tangentopoli, che avrebbe stravolto la scena politica italiana;
  • ci furono gli attentati a Falcone e Borsellino, che ci riempirono di terrore e di angosciosi interrogativi;
  • *l’ex URSS e la Jugoslavia stavano implodendo; nascevano nuovi stati nazionali a oriente e sull’altra sponda dell’Adriatico; finiva l’epoca dei blocchi contrapposti e il mondo cercava nuovi equilibri; si avvertivano le inquietudini che avrebbero portato alla sanguinosa guerra tra gli stati dell’ex-Jugoslavia;
  • fu inviato il primo SMS e così cominciava una rivoluzione inimmaginabile nel mondo della comunicazione…..

I.4 – Mentre accadeva tutto questo, a Erba….

* l’amministrazione comunale era governata dal mai dimenticato Tino Ghioni (fig. 2), sempre animato dal desiderio di fare qualcosa di buono per la sua città;

* c’era un gruppo Lions che si poneva (e si pone tutt’ora) obiettivi di promozione sociale e culturale;

* c’era anche un buon numero di donne, che avevano dato vita a un gruppo CIF (Centro Italiano Femminile) molto attivo nell’opera dell’ emancipazione femminile e nel campo educativo in generale e che si riuniva periodicamente per le proprie deliberazioni in una saletta di Casa Prina;

* e proprio in Casa Prina tutti si chiedevano come utilizzare l’ampio salone attiguo all’Istituto e ancora desolatamente vuoto.

Era il momento in cui si andava scoprendo che la composizione della popolazione delle nostre città, del nostro paese, stava cambiando: con l’allungarsi della vita, una moltitudine di anziani ancora validi e in buona salute poneva nuove richieste alla società. Concluso il periodo lavorativo, molti sentivano (e sentono anche oggi) il bisogno di coltivare nel tempo libero interessi culturali e di allacciare nuovi rapporti sociali per riempire il vuoto creato dalla fine delle relazioni coi colleghi di lavoro.

Era un ambiente propizio perché una buona idea, che cominciava ad aleggiare nell’aria, quella di creare a Erba un’Università della Terza Età, trovasse il terreno adatto.

Anche le idee più geniali non hanno nessuna chance di realizzarsi, se non vengono accolte da persone che sanno coglierne la portata, che sanno vedere lontano e che hanno il coraggio di portarle avanti nonostante le difficoltà e gli ostacoli immancabili in ogni impresa. E a Erba persone così ce n’ erano, una in particolare cominciò a cullare l’idea dell’ università per anziani, ma da dove si doveva cominciare? Come organizzarla? Quali contenuti culturali o di intrattenimento proporre? Erano tanti gli interrogativi che si ponevano e ai quali non era facile trovare risposte adeguate…. (continua)

La nostra storia a puntate….

Capitolo I

Venticinque anni di storia

Le forme di vita del passato non esistono più, ma esiste la “cultura della vita” e sono proprio gli anziani i custodi dei valori della civiltà che devono essere trasmessi dai nonni ai nipoti….” (Mariuccia)

I.1 – 22 ottobre 1994: l’Università della Terza Età di Erba viene presentata alla città.

Sabato 22 ottobre 1994: alla presenza di autorità cittadine e regionali (Fig.1), venne presentato dall’allora coordinatore culturale, Luigi Viganò, ex preside del liceo scientifico di Erba, il progetto dell’Università della Terza Età di Erba, che intendeva offrire ai cittadini non più giovanissimi un’occasione di aggiornamento e di socializzazione.

In quell’occasione fu presentata una programmazione limitata al primo bimestre, per poter testare la risposta della cittadinanza.

Erano previste lezioni di: sociologia, economia, storia delle religioni, poesia dialettale, medicina, diritto e letteratura italiana. Restava un interrogativo un po’ angosciante: la cittadinanza avrebbe accolto con favore la nuova proposta? O tutto il progetto avrebbe rischiato di naufragare nell’apatia e nell’indifferenza?

I.2 – La prima lezione

Tre giorni dopo, il martedì 25 ottobre, chi si fosse recato in Sala Isacchi non avrebbe potuto credere ai propri occhi: un numero incredibile di persone continuava ad affluire nella sala, tanto che le poltroncine non bastarono e molti restarono in piedi a seguire la prima lezione!!!

Certo in quel momento chi aveva puntato sul progetto di una Università per anziani a Erba, constatava la bontà della sua idea e il successo di una scommessa portata avanti con coraggio e tenacia e forse riandava con la mente al lungo lavoro di preparazione di un progetto ambizioso, ma cullato con amore.

Ma come si era giunti a realizzarlo?

Per conoscere questa storia, bisogna fare un salto indietro nel tempo…. (continua)

Condoglianze.

E’ con profondo dolore che apprendiamo la notizia della scomparsa della mamma del nostro vice-presidente, dr. Umberto Filippi.

A lui e alla sua famiglia esprimiamo la nostra vicinanza e le più sentite condoglianze.

P.S. la cerimonia funebre verrà celebrata mercoledì 8 luglio alle ore 9.